Sinossi

C’era una volta un regno… anzi tre regni vicini e senza tempo, dove vivevano, nei loro castelli, re e regine, principi e principesse. Un re libertino e dissoluto. Una principessa data in sposa ad un orribile orco. Una regina ossessionata dal desiderio di un figlio. Accanto a loro maghi, streghe e terribili mostri, saltimbanchi, cortigiani  e vecchie lavandaie sono gli eroi di questa libera interpretazione delle celebri fiabe di Giambattista Basile.

locandina il racconto dei racconti

  1. Durata 128’
  • Dati Tecnici
  • Un film diMatteo Garrone
  • SceneggiaturaEdoardo Albinati
    Ugo Chiti  Matteo Garrone  Massimo Gaudioso
  • FotografiaPeter Suschitzky
  • MusicheAlexandre Desplat
  • MontaggioMarco Spoletini
  • Casting DirectorJina Jay
  • Sound DesignLeslie Shatz
  • ScenografiaDimitri Capuani
  • CostumiMassimo Cantini Parrini
  • Organizzatore GeneraleGian Luca Chiaretti
  • Prodotto daMatteo Garrone
    Jeremy Thomas  Jean e Anne-Laure Labadie
  • Una Co-ProduzioneArchimede  Le Pacte
  • conRai Cinema
  • e conRecorded Picture Company
  • Executive ProducersAlessio Lazzareschi  Peter Watson  Nicki Hattingh  Anne Sheehan Sheryl Crown
  • Distribuzione italiana01 Distribution
  • Cast artistico
  • Salma HayekRegina di Selvascura
  • John c. ReillyRe di Selvascura
  • Christian LeesElias
  • Jonah LeesJonah
  • Alba RohrwacherCircense
  • Massimo CeccheriniCircense
  • Laura PizziraniMadre di Jonah
  • Franco PistoniNegromante
  • Giselda VolodiDama di Corte
  • Giuseppina CervizziDama di Corte
  • Jessie CaveFenizia
  • Toby JonesRe di Altomonte
  • Bebe CaveViola
  • Guillaume DelaunayL’Orco
  • Eric MaclennanMedico
  • Nicola SloaneDamigella
  • Vincent CasselRe di Roccaforte
  • Shirley HendersonImma
  • Hayley CarmichaelDora
  • Stacy MartinLa giovane Dora

Premi e riconoscimenti


  • 2016 - David di Donatello
    Regia MATTEO GARRONE - Fotografia PETER SUSCHITZKY - Scenografia DIMITRI CAPUANI  ALESSIA ANFUSO - Costumi MASSIMO CANTINI PARRINI - Trucco GINO TAMAGNINI - Acconciatore FRANCESCO PEGORETTI - Effetti speciali MAKINARIUM

  • 2016 - Ciak d'oro
    Regia MATTEO GARRONE - Scenografia DIMITRI CAPUANI - Costumi MASSIMO CANTINI PARRINI

  • 2016 - Bari International Film Festival
    Regia MATTEO GARRONE - Costumi MASSIMO CANTINI PARRINI

  • 2015 - Nastri d'argento
    Scenografia DIMITRI CAPUANI – Costumi MASSIMO CANTINI PARRINI - Sonoro in presa diretta MARICETTA LOMBARDO

  • 2015 - Globo d'oro
    Sceneggiatura MATTEO GARRONE  EDOARDO ALBINATI  UGO CHITI  MASSIMO GAUDIOSO

Castello di donnafugata

La Regina di Lungapergola è disperata perché non riesce ad avere un figlio, e a nulla valgono i tentativi del Re di distrarla, invitando a corte artisti di strada e circensi. Una notte, un negromante suggerisce loro una soluzione assai rischiosa: mangiando il cuore di un drago marino, cucinato da una vergine, finalmente la regina resterà incinta. Il Re riesce nell’impresa di uccidere il drago, ma a costo della vita: la Regina, però, può mettere in pratica quanto consigliato dal mago, e dà così alla luce il figlio tanto desiderato, Elias. Negli stessi istanti, anche un altro bambino viene al mondo: è Jonah, il figlio della sguattera che ha cucinato per la regina il cuore del drago, rimasta incinta aspirando i vapori dalla pentola…

Elias e Jonah crescono, identici come gemelli, uniti da un affetto profondissimo: un legame che la regina cerca in ogni modo di spezzare, gelosa dell’amicizia che il proprio figlio nutre per quel “bastardo". Al punto che, un giorno, cerca di uccidere Jonah: riesce solo a ferirlo, ma spaventandolo al punto che questi decide di andarsene. Elias, ignaro dell’accaduto, non capisce perché l’amico voglia abbandonarlo: ma il destino, complice una sorgente incantata, li farà incontrare di nuovo…

Castel del monte

Sempre alla ricerca di nuovi piaceri, il Re di Roccaforte ode una voce deliziosa provenire, da una misera casetta sotto le mura del castello e, immaginando non possa appartenere che a una bellissima giovane, subito si invaghisce: invoca la fanciulla, le chiede invano di mostrarsi, le invia un regalo prezioso, convinto di ottenere presto i suoi favori. Non sa, il re, che in quella casa non vive una giovane donna, ma due vecchie lavandaie zitelle: Imma, ingenua e dalla voce virginale, e la scaltra Dora, che vorrebbe approfittare dell’infatuazione del sovrano. Ma in che modo? Affinando l’ingegno, stratagemma dopo stratagemma, la donna riesce persino a trascorrere una notte d’amore col re:

il quale, spinto dalla curiosità, scopre l’inganno e in preda all’orrore ordina alle guardie di gettare la donna fuori dalla finestra. Dora precipita, ma s’impiglia tra i rami di un albero del bosco: qui la trova una strega che, mossa a pietà, con un incantesimo la fa tornare giovane, e bellissima. Con il suo nuovo aspetto conquista finalmente il re, che se ne innamora a prima vista e la sposa. Al ricevimento per le nozze, Dora invita anche Imma, svelandole la sua nuova identità. Imma ne è sconvolta, e l’indomani cercherà anche lei il modo di ringiovanire, ad ogni costo…

Roccaforte di alba

Un giorno il re di Altomonte cattura una pulce e ne fa in segreto il proprio animale domestico: ci gioca, le parla la vede crescere a dismisura, nutrita a sangue e bistecche fino a raggiungerele dimensioni di un maiale. Alla morte dell’enorme insetto, il re addolorato, lo fa scuoiare. Ha una idea: concederà la mano di sua figlia Viola,che sclpita per lasciare il castello, a chi saprà riconoscere a quale animale appartenga quella pelle. Pensa il Sovrano che nessuno riuscirà in quella impresa, e che in questo modo la figlia resterà persempre al suo fianco:

i pretendenti, infatti, falliscono uno dopo l’altro. Finchè non si fa avanti un orco, col suo fiuto infallibile, indovina che si trattta di una pelle di pulce. Terrorizzata, la giovane chiede al padre di salvarla, ma l’editto del Re non permette deroghe.Viola sarà costretta a partire con il mostro. Ed è una vita matrimoniale piena di fatica e di orrore - finchè a Viola si presenta l’occasione di tentare la fuga, con una carovana di circensi...

Note di regia

“Ho scelto di avvicinarmi al mondo di Basile perché nelle sue fiabe ho ritrovato quella commistione fra reale e fantastico che ha sempre caratterizzato la mia ricerca artistica. Le storie raccontate nel Cunto de li cunti passano in rassegna tutti gli opposti della vita: l’ordinario e lo straordinario, il magico e il quotidiano, il regale e lo scurrile, il semplice e l’artefatto, il sublime e il sozzo, il terribile e il soave, brandelli di mitologia e torrenti di saggezza popolare. Le fiabe raccontano i sentimenti umani spinti all’estremo”

“Sin dalla prima lettura delle cinquanta fiabe che compongono il libro, assieme agli sceneggiatori, ci siamo trovati di fronte a numerose scelte da compiere: selezionare le storie che ci piacevano di più e poi renderle credibili, concrete, come se le vedessimo accadere sotto i nostri occhi. Questa è stata la nostra linea di condotta: la ricerca di qualcosa di forte, fisico, comune e veritiero, anche nelle storie dove l’immaginazione era più accesa. In Basile c’è un grande piacere nel racconto, e questa dovrebbe essere una prerogativa anche del cinema."